Emergenza Sicurezza, in diretta da San Donà su Rete 4 nella trasmissione “Dalla vostra parte”

San Donà approda su Rete 4, durante la diretta del programma “Dalla vostra parte” condotto da Paolo Del Debbio, ci sono stati due collegamenti da piazza di Indipendenza dove erano presenti l’Ass.re alla Sicurezza Luigi Trevisiol che ha sottolineato il problema della certezza della pena, il Vicesegretario Nazionale dell’Ugl di Polizia, Mauro Armelao dove ha evidenziato la situazione di emergenza in cui si trovano le forze dell’ordine, come l’inseguimento della banda dell’Audi gialla fatto dai colleghi a bordo di una Fiat Stilo.
Presente anche una delle vittime, Diego Cancian che aveva notato quell’Audi gialla parcheggiata davanti a casa sua e giovedì scorso ha subito un furto da 20 mila euro, tra i presenti anche alcuni coordinatori del Controllo del Vicinato e il referente della sezione Locale Venezia-Padova-Treviso dell’Associazione Nazionale, Walter Codognotto, i quali hanno fatto notare la loro iniziativa nel comune e che sta abbracciando anche i comuni limitrofi oltre al fatto che si contano già più di 100 comuni attivi in tutta Italia.

San Donà di Piave 26.01.2016

Fossalta di Piave, al via la presentazione del Progetto “Controllo del Vicinato”

Locandina-Presentazione-CDV-Fossalta-di-Piave

Si terrà Giovedì 4 Febbraio alle ore 21.00 presso il Palazzetto dello Sport “PalaPiave” la presentazione ufficiale del progetto “Controllo del Vicinato” che ormai ha abbracciato diversi comuni limitrofi con notevoli risultati e risposte positive da parte dei cittadini che aderiscono a questa nuova forma di Sicurezza Partecipata con l’auto-organizzazione e la sorveglianza passiva del proprio territorio.

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Carabinieri, Spot Anti-Truffa 2015

Stiamo attenti a chi ci suona il campanello, anche a chi si spaccia per agenti delle Forze dell’Ordine, questo è un Memorandum e un video tutorial dei carabinieri, che ricordano le accortezze da prendere per difendersi al meglio dalle truffe.

GLI ANZIANI LE VITTIME PIÙ COLPITE.
Questa tipologia di crimine risulta particolarmente odiosa perché viene perpetrata prevalentemente a danno di persone con età superiore ai 70 anni, approfittando della loro buona fede.

IL MODUS OPERANDI DEI MALFATTORI.
Secondo quanto riferisce l’Arma dei Carabinieri, il modus operandi utilizzato dai sedicenti carabinieri non assume sempre connotati standard ma, nella maggior parte dei casi, avviene mediante un contatto telefonico nei confronti della vittima designata. I malfattori si presentano come avvocati, assicuratori o appartenenti al corpo dei militari in divisa e riferiscono che un prossimo congiunto del malcapitato è rimasto coinvolto in un sinistro stradale; nella circostanza precisano che il veicolo con il quale circolava il familiare è risultato sprovvisto di copertura assicurativa. A tal proposito, per evitare una denuncia penale, i truffatori intimano alla vittima il pagamento di una somma di denaro da consegnare ad una terza persona che, poco dopo, si presenta effettivamente presso la sua abitazione per la riscossione.

LE REGOLE DA SEGUIRE.
Per non cadere in questi raggiri spesso è sufficiente prendere alcune precauzioni e il seguente decalogo “in pillole” può essere utile:
• evitare di chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice; se possibile recarsi direttamente presso la più vicina caserma dei carabinieri per accertare la veridicità di quanto dichiarato dall’interlocutore;
• le forze di polizia, quando si presentano a casa delle persone, hanno uniformi e veicoli con scritte riconoscibili all’istante;
• accertarsi dell’identità dell’interlocutore e, specialmente nei casi in cui i sedicenti carabinieri si presentano a casa, farsi mostrare il tesserino di riconoscimento;
• in ogni caso evitare di aprire la porta agli sconosciuti e non farli entrare in casa, anche se si presentano distinti, eleganti e gentili, soprattutto se in quel momento si è da soli;
• non mandare i bambini ad aprire la porta e, comunque, prima di aprire, controllare dallo spioncino; se si ha di fronte uno sconosciuto, aprire con la catenella attaccata;
• non consegnare soldi a sconosciuti che dicono di essere avvocati, assicuratori o appartenenti alle forze di polizia;
• i carabinieri non chiedono mai la consegna di somme di denaro e, in ogni caso, solo utilizzando i bollettini postali si ha un sicuro riscontro del pagamento effettuato;
• non mostrare mai denaro oppure oggetti preziosi.

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Nasce anche a Portovecchio il Controllo del Vicinato

Portovecchio         Portovecchio Lunedì 11 Gennaio 2016

PORTOGRUARO

Lunedì sera è nato ufficialmente il controllo del vicinato della frazione di Portovecchio.
È il secondo a nascere nel territorio portogruarese dopo quello di San Nicolò. Entro poche settimane ne sorgeranno altri due, uno nel rione dei Frati, alla periferia di Portogruaro verso Summaga; e un altro nella frazione di Lison che potrebbe estendersi anche nelle vicine Pradipozzo e Mazzolada. La sala Cis dei festeggiamenti di Portovecchio ha ospitato una settantina di abitanti del posto, che sono intervenuti a sostegno del progetto che ha riscontrato un interesse notevole.
In tutto i comitati sorti nel mandamento portogruarese sono ben tre: quello cittadino di Concordia, il primo per giunta appoggiato fortemente dall’amministrazione comunale; e quelli “periferici” di San Nicolò e Portovecchio. Da tre a breve passeranno a cinque. Diverse le personalità presenti al varo del nuovo comitato portovecchiese: il comandante della polizia locale di Portogruaro, il tenente Roberto Colussi e alcuni esponenti politici del consiglio comunale, come il capogruppo della Lega Nord e segretario sezionale portogruarese del Carroccio Alessandra Zanutto; il consigliere di maggioranza di Noi siamo Portogruaro, Cristian Moro, residente proprio a Portovecchio; e infine e il capogruppo del Movimento 5 Stelle (unico esponente dell’opposizione presente) Claudio Fagotto. Tutti questi personaggi hanno espresso vicinanza e supporto al neonato gruppo di controllo del vicinato.
Due mesi fa esplose un “caso” proprio a Portovecchio, in quanto alcuni abitanti avevano avviato dei controlli preventivi, senza però avvertire né le forze dell’ordine, né il comitato centrale del controllo di vicinato.
Si trattava di vere e proprie ronde non regolari. Ora questi volontari per la sicurezza hanno regolarizzato la loro posizione, aderendo alle regole del comitato controllo di vicinato: altro non sono che forme di dissuasione e di avviso alle forze dell’ordine.
«La sicurezza si costruisce insieme», ha dichiarato un volontario del gruppo controllo di vicinato di San Nicolò, Matteo Vivan, «a Portovecchio hanno aderito molte persone, un numero notevole considerando che si tratta di un borgo di 700 abitanti».
A proposito di numeri, va ricordato che a Concordia l’esperimento di controllo del vicinato ha registrato l’adesione di oltre 600 persone che si contattano via whatsapp e facebook per segnalare situazioni anomale, così come si fa a San Nicolò e si farà a Portovecchio. Le forme dissuasive dei controllori di vicinato, sembrano funzionare.
L’obiettivo è far sì che il fenomeno dei furti diminuisca sensibilmente in tutto il territorio comunale.

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Controllo del Vicinato approvato dalla Prefettura

Avviato il protocollo d’intesa con la Prefettura per il progetto “Controllo del Vicinato” il quale andrà ora trasmesso al Ministero dell’Interno per l’approvazione definitiva.

Gazzettino_28_12_2015

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